E' il legante più "antico"
dopo il gesso, di fatto l'unico usato fino all'industrializzazione dell'edilizia.
"Antica" come gli egiziani, come i greci e i romani; gli architetti
del Rinascimento, Andrea Palladio, la descrivono a fondo.
..."Tu sai che si chiama affresco perchè appunto si dipinge
sull'intonaco, di calce e sabbia, fresco, cioè ancora umido e molliccio
e non secco e rigido. Nello stendere il colore e nel creare la forma,
ci vuole grande velocità e capacità perchè l'intonaco
assorbe presto i colori che vi si stendono e, asciugandosi nel giro di
poche ore, si indurisce formando così una crosta di intonaco colorato.
Bisogna essere molto decisi nello stendere il colore con il pennello.
Servono poche e sicure pennellate perchè, se si ripassa più
volte sullo stesso punto per correggere la tinta, l'intonaco non è
in grado di assorbire ulteriore colore e, una volta asciutto lo strato
d'intonaco, il colore può sfaldarsi e cader giù."... Tratto da "Intervista impossibile" - Ha
vestito i panni di Givan Battista Tiepolo, Piero de Fina - Pittore e storico
dell'arte
La calce si ottiene riscaldando una pietra calcarea, composta essenzialmente
da carbonato di calcio, a temperature relativamente alte. La pietra da
calce viene ridotta in pezzi (se non lo è gia es. ciottolo di fiume),
introdotta in forni e calcinata ad una temperatura fra i 700°-900°
C., ottenendone così la calcinazione del calcare in calce viva
(ossido di calcio CaO).
Calcinazione
del calcare
La calce viva è una massa porosa,
così avida d'acqua da idratarsi spontaneamente se esposta all'aria
e in base alla quantità di impurezze contenute nel calcare di partenza,
il suo colore va dal bianco al giallognolo.
Per lungo tempo si sono usati due tipi di forni per calcinare il calcare:
forno a tipo discontinuo e forno a produzione continua, oggi si usano anche
forni rotativi.
Foto della fornace di proprietà della Famiglia De Toni, risalente
al 1930. da molti anni il forno è spento.
Spegnimento
della calce viva
Lo spegnimento della
calce viva e la sua reazione con l'acqua:
La reazione sviluppa forte
calore e aumento di volume di circa il 10%. Data l'elevata temperatura
che si può produrre istantaneamente (oltre150°), le zolle rigonfiano,
si screpolano e l'acqua si trasforma immediatamente in vapore, bisogna
quindi aggiungere l'acqua un poco alla volta e rimescolare con cura la
massa.
La reazione sviluppa forte calore e aumento
di volume di circa il 10%. Data l'elevata temperatura che si può
produrre istantaneamente (oltre150°), le zolle rigonfiano, si screpolano
e l'acqua si trasforma immediatamente in vapore, bisogna quindi aggiungere
l'acqua un poco alla volta e rimescolare con cura la massa.
Tipi di calce
Calce idrata (Fior
di calce) Si ottiene quando si spegne, con una quantità
d'acqua pressoché pari a quella della calce.
L'idrato che ne risulta è una polvere soffice e finemente suddivisa.
Viene venduta in sacchi di carta come il cemento e deve essere conservata
in luoghi ben asciutti. E' meno sensibile al gelo del grassello.
Grassello di calce Si ottiene quando si spegne, con una quantità
d'acqua superiore a quella della calce (con un rapporto di circa 3:1).
Si ottiene così una massa plastica e unta al tatto detta grassello.
In passato, raramente anche oggi, la calce veniva spenta in fosse scavate
nel terreno dove essa era tenuta sott'acqua per diversi mesi (stagionatura).
Bisogna ricordare che uno spegnimento insufficiente dei grumi di calce
viva (calcinaroli), causa seri problemi alle malte. Infatti i calcinaroli
finiscono con lo spegnersi dopo l'impiego, producendo con il loro aumento
di volume rigonfiamenti e disgregamenti.
Ultimamente il grassello si commercia già confezionato in sacchi
di plastica pronti per l'uso.
Presa
e indurimento
della calce
Dal punto di vista tecnico la principale caratteristica
della calce è di costituire un materiale che, impastato a delle
cariche, si lascia lavorare e plasmare facilmente finché è
umido, per trasformarsi, una volta asciutto, in un materiale abbastanza
resistente all'acqua, nonché dotato di buone proprietà meccaniche
e di un'eccellente stabilità nel tempo.
Tale caratteristica si basa sulla reazione chimica tra la calce spenta
con l'anidride carbonica contenuta nell'aria:
Mentre ha luogo l'asciugamento dell'impasto, si
ha la perdita di acqua per evaporazione e formazione di carbonato di calcio.
Questo fenomeno è detto CARBONATAZIONE: la calce ritorna all'identica
composizione della roccia calcarea di partenza, ma con cristalli molto
più piccoli di quelli originari.
La reazione di carbonatazione è molto lenta a causa della bassa
concentrazione dell'anidride carbonica nell'aria per cui la completa trasformazione
dell'idrato di calcio in carbonato richiede anche un periodo di anni.
Questa calce si chiama aerea perché è necessario il contatto
con l'aria affinché avvenga la presa.
La perdita d'acqua per evaporazione causa una contrazione del volume.
Per questo la calce spenta non viene mai usata sola , ma sempre con un
carica inerte per evitare le spaccature.